Quante luci, quanti colori, quanta gente, ma soprattutto…quanta GIOIA! È proprio così… “tutto ciò che c’è di grigio si colorerà” diceva un noto inno ACR! Roma è stato questo per noi, un insieme infinito di colori che hanno suscitato in noi davvero tante EMOZIONI!

Le emozioni sono state il tema centrale di questo convegno nazionale del 14-16 dicembre 2012 per educatori ACR e Giovani, dal titolo “Collaboratori della vostra gioia, la passione di educatore insieme!” Ed eccoli qua, i 4 giovani educatori della nostra diocesi partire alla volta di Roma carichi di speranze, super motivati e pronti a cogliere tutto quello che questa esperienza ci avrebbe dato:

Giorgio, in rappresentanza del settore Giovani;

Diego, neo educatore ACR alla sua prima esperienza;

Beppe e Silvia, educatori ACR, di ritorno a Roma dopo lo scorso convegno del 2009.

Della prima giornata ha già scritto Giorgio in modo approfondito nel suo articolo e quindi sarebbe superfluo parlarne, ma vogliamo parlare della serata? Una serata che…era la fine del mondo! Eh sì, perché il tema è stato proprio questo! Partendo da un video avvincente di Voyager sulle possibili catastrofi annunciate dai Maya, i presentatori hanno scherzato e giocate sulle 7 cose che avrebbero voluto fare prima che il mondo finisse. Mamma mia quante risate! E poi non potevano mancare i favolosi bans ACR…ma ce li vedete giovanissimi, giovani e adulti ballare tutti insieme e fare uno stupendo trenino finale! Aggiungo solo…com’è bella l’ACR!

Nel secondo giorno acierrini e giovanissimi sono stati divisi per affrontare attività differenti (noi abbiamo partecipato all’incontro ACR). Dopo le lodi e la Messa, presieduta dall’Assistente Nazionale ACR Don Dino Pirri, abbiamo partecipato ad una tavola rotonda con:

-la dottoressa Franca Feliziani Kannheiser, catechista e psicoterapeuta;

-don Cesare Pagazzi, teologo;

-padre Carlo Chiappini sj, maestro dei novizi della Compagnia di Gesù.

Mamma mia…dire che sono stati fenomenali penso proprio che sia riduttivo. La prima ad intervenire è stata la dottoressa Kennheiser che ha parlato delle emozioni che i provano i ragazzi, di come sia difficile capirle e interpretarle. Il compito dell’educatore è quello di facilitare la comprensione delle emozioni del ragazzo. Le emozioni poi devono essere espresse e bisogna quindi aiutarlo nel difficile compito dell’esternalizzazione, per non rischiare di fargliele reprimere. L’educatore deve essere un po’ “lo specchio”, ovvero deve osservare il ragazzo, capire il suo stato d’animo, e aiutarlo nella difficile traduzione di quell’emozione. Il secondo ad intervenire è stato don Cesare Pagazzi, teologo. Ha esordito dicendo “la mano è lo specchio dell’anima” (Aristotele) e “ la mano è il cervello esterno dell’uomo” (Kant). E chi ci aveva mai pensato! La nostra mano è il nostro più chiaro veicolo di emozioni: la usiamo per trasmettere affetto, per allontanare qualcuno, per salutare, per pudore… insomma la nostra gestualità è fondamentale e unica nell’esprimere quello che proviamo! La nostra mano è questo… un’espressione naturale di emozioni! Intraprendere, sorprendere, comprendere, riprendere, sono tutti verbi che hanno una matrice comune: PRENDERE. Prendere è il verbo della mano! Pensate, quindi, quanto questa parte del nostro corpo è importante se è riuscita nel tempo a caratterizzare anche molti dei nostri verbi, del nostro linguaggio. Ecco quindi l’importanza della nostra mano, sia come veicolo di emozioni verso l’esterno, sia come mezzo che ha educato il genere umano. E infine padre Chiappini ci ha fatto riflettere sulla parola e-mozione, cioè di quel qualcosa che ci muove, che ci spinge a compiere determinate azioni. Una emozione particolare è quella del sentire, gustare, mettersi in ascolto e in relazione con Dio come cosa fondamentale della nostra vita.

Nel pomeriggio invece siamo stati accompagnati per le vie di Roma in diverse chiese per ammirare dei capolavori del Caravaggio, alla scoperta delle emozioni nell’arte! E di emozioni ce ne sono state davvero tante! Quelle tele ci hanno permesso di riscoprire l’intensità delle emozioni che possono caratterizzare l’esperienza di fede. La conclusione di questa tre giorni è stata una straordinaria Santa Messa tutti insieme, ACR e Giovani, presieduta da monsignor Crociata…che EMOZIONE!

Concludendo…ringraziamo veramente tanto la nostra diocesi che ci ha permesso di partecipare a questo convegno nazionale che ci ha fatto vedere, assaporare, gustare la bellezza dell’essere di Azione Cattolica. È spettacolare ritrovarsi da tutta Italia, non conoscersi ma sentirsi a casa! Perché l’Azione Cattolica è questo…una grande casa accogliente!

Giuseppe Schibeci

Diego Vitaloni

Silvia Salini